Manifesto della produttività consapevole e diversità cognitiva
Manifesto della produttività consapevole e diversità cognitiva
La produttività non può essere l’unica misura del valore delle persone, né l’unico criterio con cui organizziamo tempo e lavoro.
Rivendicare uno sguardo critico sulla produttività significa rimettere al centro la persona, con i suoi bisogni, i suoi ritmi, le sue differenze. Significa sottrarsi al mito “fare di più” per essere meglio, rifiutare il giudizio costante e riappropriarsi di scelte, priorità, libertà.
Lontano da semplificazioni e ricette, questo manifesto è un invito ad adottare pratiche più consapevoli, fondate sul rispetto delle differenze cognitive, sulla possibilità di sentirsi persone al sicuro e riconosciute, sulla costruzione di relazioni professionali generative.
Un lavoro più sostenibile, più autentico, più umano è possibile.
1. Credo fermamente che noi non abbiamo tempo, siamo tempo.
Non è un semplice gioco di parole, ma un cambio di prospettiva fondamentale che trasforma la produttività in un’esperienza sostenibile e profondamente umana.
2. La curiosità è il mio strumento più potente.
Con la curiosità esploro processi, intenzioni e neurodiversità, rivelando potenzialità nascoste che attendono solo di essere scoperte.
3. Il cambiamento richiede pazienza e ascolto.
La facilitazione e la pedagogia sono i miei alleati per far emergere bisogni nascosti e rendere la fatica del cambiamento un percorso condiviso e sostenibile.
4. Le intenzioni precedono gli obiettivi e cambiano il mondo.
Sono visioni a lungo termine che generano risultati concreti, rimanendo salde anche quando il contesto si trasforma.
5. L’organizzazione diventa produttiva.
Quando intenzioni, bisogni e funzionamenti personali si armonizzano in un’orchestrazione magnifica.
6. L’attenzione può essere educata.
Un cervello sano si distrae, ma può allenarsi a sviluppare una flessibilità che permette di ritornare dove vogliamo, sostenendo la concentrazione necessaria.
7. Il ritmo è la qualità del nostro tempo.
Riconoscere i nostri cicli naturali di produttività e recupero è parte essenziale dell’equilibrio vita-lavoro che pratico ogni giorno.
8. Il rispetto e il non giudizio sono il mio punto di partenza.
L’inclusione e l’interdipendenza sono valori fondamentali che mi permettono di accogliere genuinamente ogni persona.
9. L’ossessione per la qualità restituisce valore al processo.
Concentrarmi sul “come” e non solo sul “cosa” genera piacere e motivazione sostenibile.