Notifiche, rumori ambientali, pensieri vertiginosi: come concentrarsi?
Questa è forse la domanda che mi faccio più spesso. Perché l’attenzione è la risorsa principale che utilizzo, un giorno dopo l’altro:
- nel lavoro, mi aiuta a fare bene e in poco tempo, mi gratifica e mi permette di apprendere in maniera profonda
- nella vita, è l’attenzione che metto nelle relazioni a sostenerle e a farle crescere.
Ecco perché credo davvero che sia importante nutrire la nostra capacità di attenzione e allenarla per poter mantenere un equilibrio tra vita personale e lavoro.
Come concentrarsi, ovvero mantenere l’attenzione
Non esistono strategie sul come concentrarsi che siano uguali per tutte le persone. Perché ogni cervello è diverso, funziona, reagisce alle distrazioni o mantiene l’attenzione con strategie differenti.
Il paradigma della neurodiversità
“Neurodiversità. Il corrispettivo neurologico della biodiversità, uno dei tanti assi in cui l’umanità (tutta!) si dispone.
Descrive un fatto: che ogni cervello è diverso da ogni altro cervello.
Il paradigma della neurodiversità prevede che non ci sia uno stile di funzionamento neurocognitivo ‘giusto’, così come non esistono un genere o un’etnia più giusti degli altri”.
Eleonora Marocchini, psicolinguista e scienziata cognitiva, aka @narraction
Come ti concentri tu?
Per capire come mantenere la nostra attenzione dobbiamo per prima cosa essere consapevoli del nostro funzionamento.
- Riesco a concentrarmi meglio ascoltando, leggendo o seguendo un video?
- Quando prendo appunti ho bisogno di disegnare o di scrivere molto?
- Riesco a mantenere l’attenzione solo se l’argomento è di mio interesse?
- Ho bisogno di avere un tempo preciso da dedicare all’attività altrimenti mi distraggo molto?
- Per poter portare a termine un compito ho bisogno di un premio (materiale) o di un riconoscimento (reputazione)?
- Suddividere attività complesse in compiti più piccoli mi aiuta a focalizzarmi su una cosa per volta?
- Seguire delle checklist, per le attività ricorrenti, mi fa mantenere l’attenzione?
- Prendermi un impegno con un’altra persona o fare qualcosa insieme a lei mi aiuta a concentrarmi meglio?
Rispondere a queste domande ti aiuterà a capire come concentrarsi sia un’attività complessa, che richiede una serie di condizioni precise legate:
- all’ambiente (stimoli visivi, acustici, tattili… insomma, sensoriali)
- al canale di comunicazione (attraverso quale senso mi concentro meglio?)
- alla tipologia di attività (logica, creativa, organizzativa…)
- al contenuto dell’attività (mi interessa o mi incuriosisce)
- al tempo (scadenze, tempo a disposizione)
- al coinvolgimento di un’altra persona (mi motiva fare insieme a un’altra persona?).
Come concentrarsi accettando le distrazioni
Eppure, quando le persone si rivolgono a me, la prima urgenza che manifestano non è tanto legata al mantenere l’attenzione quanto all’evitare le distrazioni.
Le distrazioni sequestrano la nostra attenzione in un modo più o meno intenso e duraturo. Dipendono da tanti fattori diversi, su cui spesso non abbiamo possibilità di intervenire:
- dal nostro stato fisico: quanto siamo persone stanche o stressate? Se è vero che possiamo seguire uno stile di vita sano, a volte alcune stanchezze arrivano inaspettate e possiamo solo accoglierle e rilevarle
- dal nostro stato emotivo: come concentrarsi nel bel mezzo di una rottura con l’ex o un litigio in famiglia? Anche in questo caso possiamo dedicare cura al nostro mondo interiore ma non prevenire il modo in cui ci sentiremo
- dalle condizioni ambientali: una luce troppo forte o dei rumori disturbanti non previsti, dei colori fastidiosi ecc.
Quindi forse una delle prima intenzioni che possiamo coltivare è la capacità di accettare che le distrazioni esistono, arrivano, e non possiamo controllarle.
L’accettazione può essere difficile: nella società della performance chi è che vuole accettare di essere una persona stanca? E chi vuole accettare di metterci un sacco di tempo a fare una cosa, una soltanto?
Accettare vuol dire accorgersi che le cose sono così come sono ora. E ricordarsi che l’ora non è per sempre (Carolina Traverso, psicoterapeuta, lo scrive molto bene in questo articolo). “Quando decidiamo di fare finalmente un po’ la pace con le cose così come sono, possiamo finalmente vederle con più chiarezza e influenzarle con maggior precisione“, scrive.
Quindi per poter disinnescare le distrazioni possiamo prima accettarle. E poi, influenzarle con precisione.
Come concentrarsi e riconoscere le distrazioni
Nel prossimo articolo provo a classificare le distrazioni e a darti qualche indicazione pratica per disinnescarle, intanto ti invito a praticare l’accettazione verso quelle che incontrerai.
Potresti anche provare a registrarle, per vedere: